Le funzioni della comunicazione non verbale

24.05.2019

Ogni essere umano nel momento in cui è inserito all'interno di uno scambio comunicativo e relazionale, trasmetterà al ricevente una parte di segnali strettamente verbali e una parte di segnali non verbali che andranno decodificati per assumere un significato. 

La maggior differenza però tra comunicazione verbale e comunicazione non verbale è l'inesistenza di codici universali che permettano e regolarizzino il processi di codificazione e decodificazione della comunicazione non verbale.
L'emittente, infatti, può essere più o meno consapevole e intenzionato a comunicare a livello verbale, ma il suo comportamento non verbale può assumere significati indipendentemente dalla sua volontà. Ad esempio, è stato dimostrato che alcune posture, caratteristiche della noia, includono rilassarsi all'indietro, lasciar cadere la testa sul collo o appoggiarla a una mano e allungare le gambe; una persona può mostrare all'oratore questi comportamenti senza nessuna consapevole intenzione di comunicare uno stato di noia (Bull, 1987).

Le principali funzioni della comunicazione non verbale all'interno delle interazioni sociali (Friedman & DePaulo 1998, Argyle 1992 e Bul 2002) sono:

  • Caratterizzazione delle relazioni interpersonali: diversi comportamenti non verbali servono a generare e sviluppare le relazioni con gli altri; ad esempio il contatto visivo, il sorriso, il tono della voce, le sequenze di gesti o la postura del corpo possono favorire l'avvio di uno scambio e di una conoscenza tra estranei.
  • Presentazione di sé: il linguaggio del corpo rivela gli atteggiamenti personali verso la propria immagine e partecipa alla presentazione di sé agli altri. 
  • Persuasione, dominanza, potere e status;
  • Differenziazione individuale di personalità e di genere;
  • Espressione e riconoscimento delle emozioni;
  • Comunicazione degli atteggiamenti interpersonali;
  • Comunicazione non verbale nel linguaggio verbale.

Copyright © Dr.ssa Martina Larini