Fame emotiva: segnali e rimedi

19.01.2018

Molte persone, anche tra i nostri amici, capita spesso che ci dicano "non riesco a perdere peso, quando mi annoio o sono stressato... mangio sempre qualcosa!" e quasi mai si tratta di un frutto o di cibi sani, ma anzi di junk-food come patatine, dolci, merendine. Questo fenomeno viene chiamato fame emotiva, ossia quei momenti nei quali mangiamo non per fame, ma per "coccolare" o peggio "affogare" le nostre emozioni e stati d'animo come tristezza, ansia, stress in qualcosa di esterno a noi.

Va subito sottolineato che questo comportamento non aiuta realmente la persona a superare il momento di difficoltà; al contrario, con il passare del tempo, lo stato d'animo peggiora.

Riconoscere la fame emotiva: 6 segnali

Prima di cercare delle soluzioni, è importante cercare di capire se e quando la nostra "fame" è reale o emotiva. I segnali possono essere:

Fame emotiva
Fame emotiva

-Fame insaziabile: spesso la fame emotiva spinge a mangiare senza sosta, fino a sentirci strapieni, con la sensazione di "stare per scoppiare"; infatti, essa inibisce la sensazione di sazietà, stimolo che arriverà in un momento successivo al qui ed ora.

- Voglie improvvise: come detto precedentemente, la fame emotiva non viene soddisfatta da frutta o verdura, ma più spesso sfocia in cibi poco nutrienti e spesso molto calorici (ad esempio i dolci) o addirittura in alimenti ricchi di grassi saturi (come il "cibo spazzatura").

- Solitudine: le cosiddette "abbuffate" non avvengono quasi mai in presenza di altre persone, amici o famigliari, ma in momenti in cui ci troviamo da soli, come se fosse un nostro rituale personale. In molti casi, è proprio la solitudine il fattore scatenante, anche se la fame emotiva può esprimersi anche in grandi occasioni come compleanni, grandi eventi, matrimoni.

-Senso di colpa: spesso, alla fine del pacco di biscotti e della busta di patatine, ci rendiamo conto di aver esagerato, facendo nascere in noi un senso di colpa che spinge al desiderio di auto-punirci per la mancanza di controllo sulle nostre azioni. La fame emotiva, infatti, ci fa mangiare in maniera impulsiva, senza riflettere e senza consapevolezza di quello che stiamo facendo.

-Il nostro obiettivo è provare a colmare un vuoto: molte persone, nel momento in cui si rivolgono ad uno specialista, si rendono conto che il cibo è per loro una modalità di risposta ad un malessere emotivo che cercano di allontanare o a cui non voglio pensare/prendere consapevolezza. Il cibo crea un sollievo momentaneo, che sparisce rapidamente, lasciando la persona in uno stato anche peggiore rispetto all'umore precedente all'abbuffata. Se prima si sentiva male, ora si sente peggio.

-La noia o la responsabilità della nostra vita: spesso mangiamo quando dobbiamo lavorare o studiare, oppure abbiamo appena pagato l'iscrizione in palestra senza esserci mai andati. Dentro di noi nasce un sentimento di frustrazione, delusione, la sensazione di aver perso il controllo sulla nostra vita senza compiere il nostro dovere, scatenando in noi anche ansia, che in poco tempo prende il controllo su tutto. A questo punto, la maggior parte di noi, apre il frigo cercando una distrazione nel cibo, un ansiolitico "naturale". Il problema maggiore è che questo comportamento fa sentire peggio, non risolve lo stato di malessere o impasse nella persona, attivando un circolo vizioso. 

Cosa fare? I possibili rimedi

Fame emotiva
Fame emotiva

Se a tutto c'è una soluzione, ecco qualche consiglio per affrontare la fame emotiva:

-cambiare il junk-food con cibo sano: frutta e verdura di stagione sono la scelta migliore per fare degli spuntini tra un pasto e l'altro, evitando di arrivare troppo affamati ai pasti principali e aiutandovi a tenere sotto controllo la fame.

-tenere un diario: durante la giornata scrivere su un diario quello che mangiare e l'orario. Avere una lista scritta davanti vi aiuterà a tener sotto controllo la quantità e la qualità di cibo già ingerita durante la giornata.

-no alle frustrazioni: tenete un giorno alla settimana in cui potervi concedere uno "strappo alla regola"; vi aiuterà a rimanere focalizzati, motivati e costanti per il resto dei giorni allontanando la frustrazione.

-lista della spesa: prima di andare al supermercato fate un lista scritta delle cose da comprare, evitando di comprare più del necessario o alimenti non scritti sulla lista a casa.

-fare dello sport: l'attività fisica è fondamentale per aiutarci a sfogare le emozioni negative come ansia e stress e muovendosi il corpo rilascia endorfine, che migliorano lo stato d'animo della persona, facendoci sentire di umore migliore e più soddisfatti e  migliorando la nostra autostima.

-saper chiedere aiuto: appoggiarsi a uno psicologo che ci aiuti a prendere coscienza e affrontare il problema è una delle migliori soluzioni. Esso vi aiuterà ad essere più consapevoli e vi appoggerà nelle varie fasi di esplorazione e risoluzione del fenomeno, facendovi sentire capaci di poter riprendere in mano le redini della vostra vita e aiutandovi ad affrontare gli aspetti problematici alla base della vostra fame emotiva. La parte psico-emotiva è una delle parti fondamentali su cui lavorare per risolvere la situazione; prenderne consapevolezza è il modo migliore per affrontare la situazione al meglio e in maniera proattiva.


Copyright © Dr.ssa Martina Larini